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Ringraziamo tutti i Simpatizzanti, i
Compagni e le Compagne per aver contribuito e per continuare a contribuire
a questo nostro successo. Da giorno 12 Maggio 2003, con questo sito, siamo
presenti anche su internet .
Grazie !
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21.05.2003 - AGGRESSIONE ai danni di DUE NOSTRI GIOVANI COMPAGNI,
per leggere il volantino, clicka qui'.
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Congratulazioni ai Compagni Marotta e Dilisi eletti a Cons.ri prov.li per Palermo
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Sanita' malata
Quanti imbrogli dietro la riforma del Servizio Sanitario... e come se
non ci bastassero i mali nostrani ora importiamo anche i fallimenti dall'estero !
La privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale italiano e' stata introdotta dalla
Sinistra che con la scusa di ridurre gli sprechi di denaro pubblico, ha favorito
i baroni della Mafia della Sanita' nella conquista del mercato dei servizi sanitari
in Italia. La Destra, adesso, sta completando lo smantellamento del Servizio Sanitario
Nazionale e per sapere cosa succedera' in pratica ed a breve, basta guardare al fallimento della
riforma del Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS). L'idea di un servizio sanitario
completamente gratuito e volto ad offrire a tutti i cittadini il meglio delle cure disponibili
é, infatti, nata in Gran Bretagna e si é realizzata subito dopo la fine della seconda
guerra mondiale. Per diversi decenni il Servizio Sanitario Nazionale britannico é
stato il fiore all'occhiello del Regno Unito ma dagli anni '80 in poi, con lo squilibrio demografico,
dovuto all'innalzamento della longevita' e la diminuizione del numero dei contribuenti, l'N.H.S.
ha visto il suo tramonto perché non piú in grado di erogare con immediatezza i servizi
a cui tutti, ivi inclusi gli immigrati italiani, erano stati abituati a ricevere. Nel 1990,
le Compagnie assicurative britanniche, carpendo l'insoddisfazione del ceto medio-alto,
iniziarono una massiccia campagna pubblicitaria, offrendo delle polizze di copertura assicurativa medica
per tutte le esigenze. Le sottoscrizioni da parte della popolazione superarono tutte le previsioni, con il
conseguente dirottamento della domanda di servizi dal settore pubblico a quello privato.
Enormi flussi di denaro iniziarono ad uscire dal giro della sanitá pubblica facendo arricchire i
baroni della Mafia della sanitá britannica, permettendo alle stesse Compagnie di assicurazioni
di entrare direttamente nel mercato dei servizi sanitari con l'acquisizione delle stesse strutture
pubbliche.
Con l'avvento della privatizzazione, furono subito tagliati i servizi ai gruppi piú deboli della popolazione, come
anziani, invalidi e bambini portatori di menomazioni. I quali non erano e non sono adeguatamente
rappresentati nell'arena politica, sebbene vi sia una miriade di associazioni che dicono di difendere i deboli
ma che in realta' sono solo interessate a rubare soldi pubblici, erogati sotto forma di contributi ad enti non-lucrativi.
Nel frattempo, il fallimento della privatizzazione del sevizio sanitario britannico ha colpito tutti, inclusi i medici
ed é una vergogna che un tale fallimento, di cui si cerca di celarne l'evidenza, lo si voglia riproporre in Italia.
E' emblematica e ci tocca da vicino, la vicenda dell'anziana palermitana,
emigrata in Inghilterra,
Sig.ra Margherita Caminita, la quale grazie alla sua famiglia é scampata alla morte (euthanasia involontaria),
ma che tuttora si trova sequestrata in Inghilterra, in mano all'Amministrazione Regionale del Bedfordshire County Council che con tutti i mezzi e
con la collaborazione delle corrotte autorita' italiane, cerca di impedirle di testimoniare su come si siano ammazzate decine di anziani
"difficili", all'interno delle strutture sanitarie privatizzate.
Tutto cio' dovrebbe far riflettere tutti e subito. Sicuramente é proprio per questo che i giornali non vogliono parlarne !
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24 Aprile 2002 - Petizione al Parlamento Europeo del Compagno Peppino Di Lello Finuoli - Leggi
18 Giugno 2003 - Petizione al Parlamento italiano del Compagno Giovanni Russo Spena
Quali iniziative il Governo italiano intenda promuovere affinché la signora Caminita possa tornare in Italia ?
Leggila direttamente dal server della Camera dei Deputati
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed325/bt01.htm#4-06646
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Ed ecco che quanto temuto e denunciato dai familiari della Sig.ra
Caminita, fin dal loro rientro dal Regno Unito,
si sta' verificando ora anche in Italia.
Il Ministro della Sanita', Girolamo Sirchia, giorno 16 Giugno 2003, nel corso di un'intervista resa al quotidiano La Repubblica,
ha dichiarato: "la spesa sanitaria aumenta e i soldi per farvi fronte non ci sono.
Una soluzione, anche se parziale, sarebbe quella di stipulare convenzioni tra le assicurazioni e i fondi privati
con le Regioni per sostenere le spese dell'intramoenia che oggi lavora in perdita.
Molti cittadini italiani hanno già contratto una polizza assicurativa volontaria che dà loro dei servizi,
per lo più per acuti. Tipo interventi chirurgici, diagnostica. Se ora noi rendiamo interessante per questi cittadini
venire al Policlinico o negli altri grandi ospedali per essere curati in regime di libera professione intramoenia,
quindi avendo un trattamento di riguardo e superando le liste di attesa, avendo anche un ambiente
alberghiero sufficientemente dignitoso, la ovvia conseguenza è che noi portiamo queste risorse dentro
l’ospedale pubblico, ossia lo arricchiamo. E nello stesso tempo daremmo anche un vantaggio alla compagnia
d’assicurazione, che potrebbe avere delle tariffe agevolate.
Lo Stato deve sapere quali sono i limiti di tassazione che i cittadini sono disposti a subire.
Dunque è indispensabile un patto chiaro con i cittadini, dicendo loro cosa il servizio sanitario nazionale puo' erogare
in base alle risorse disponibili. "
Sirchia respinge le accuse di favorire con la sua proposta l'ingresso dei privati nella sanità pubblica.
Ci risiamo! Commenta Rosy Bindi, ex-ministro della Sanità e responsabile politiche sociali della Margherita.
Puntuale, con il caldo, torna la proposta del ministro Sirchia di aprire il sistema sanitario italiano alle
assicurazioni private. L’obiettivo - secondo la Bindi - è quello di dimezzare i livelli essenziali di assistenza
trasferendo una quota importante dell’assistenza, come la specialistica e i ricoveri ospedalieri,
a fondi assicurativi privati.
Dalla CGIL il consiglio é semplice: chi non potra' pagare cerchi di non ammalarsi !
Liberazione:
Le "assicurazioni" di Sirchia
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PENSIONI
Tratto da La voce di Romagna, edizione del 21 maggio 2003.
Caro Presidente,
sono un pensionato classe 1931, vivo con mia moglie, classe 1936,
in una bella casa popolare di 45 metri quadrati. Prima che Lei diventasse
il nostro presidente del Consiglio, i nostri assegni sociali congiunti
raggiungevano la cifra di un milione e 400mila lire, 700mila lire
per ognuno di noi. Poi abbiamo votato Forza Italia e a marzo 2002
ho ricevuto l'aumento ad un milione di lire da Lei promesso, raggiungendo
così con l'assegno di mia moglie, la cifra di un milione
e 700mila lire. Ero felice, signor presidente, tanto che un giorno
leggendo su un giornale un articolo della signora Livia Turco che
affermava: "Il milione al mese ai pensionati non arriva",
non esitai a scrivere ad alcuni giornali nazionali e locali la verità.
Srcissi: "Onorevole Turco, il mio milione l'ho avuto, perché
dice bugie?" Due giornali pubblicarono la mia lettera.
Signor presidente, la nostra gioia è durata un anno. Giorni
orsono abbiamo ricevuto una lettera da Roma, dell'Inps che comunica
a mia moglie Rosina De Martinis che, avendo il suo assegno sociale
unito al mio superato un certo reddito, circa un milione e 700mila
lire, dal mese di aprile 2003, avrebbe avuto il suo assegno dimezzato,
come puntualmente è avvenuto. Ma non basta, mia moglie dovrà
pagare cinque milioni di lire di arretrati avuti ingiustamente secondo
l'Inps, a partire dal gennaio 2002, cioè dal giorno in cui
io ho riscosso il mio primo milione.
Mi perdoni, Signor Presidente, ma io e mia moglie ci siamo sentiti
beffati. Ci sono stati rincari in tutto, l'inflazione, l'euro, ect.
Ma la nostra pensione è tornata quella del 2001, anzi un
po' meno, 1.367.000 di lire. Confesso che mi verrebbe voglia di
chiedere scusa alla signora Livia Turco.
Mario Colonna
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