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L'Antenna Errante: cos'é,
come funziona e come si é pervenuti alla sua realizzazione.
L'ANTENNA RADIO RICE-TRASMITTENTE
MONOPOLARE CON TERRA VIRTUALE
di Francesco Errante
L'Autore, mediante l’uso di un particolare
circuito radioelettrico per la soppressione di
uno qualsiasi dei due rami di un dipolo aperto a ½ onda, ha precedentemente
dimostrato che é possibile rice-trasmettere segnali radio-elettrici di notevole
potenza attraverso lo spazio tramite l’impiego di un singolo elemento
radiatore/captatore di lunghezza fisica pari ad ¼ d’onda, senza la necessità
della presenza di un suo simmetrico (vedi Dipolo Hertziano) e senza la
necessità di utilizzare alcun piano di terra naturale (vedi Antenna
Marconi ) od artificiale (vedi antenna Ground-plane) o di radiali
o contrappesi elettrici. L’eliminazione della necessità di un riferimento
fisico di terra per la corretta polarizzazione di un singolo elemento
radiatore/captatore, di lunghezza fisica pari ad ¼ d’onda, é stata raggiunta
mediante la generazione di un nodo di terra virtuale, la cui esistenza é
vincolata al corretto bilanciamento elettrico di un trasformatore, ottenuto
sacrificando il 50% dell’energia fornita al sistema.
La presente invenzione é il frutto dell’attività di ricerca scientifica volta a
creare un’antenna radio rice-trasmittente monopolare da ¼ d’onda con terra
virtuale, senza, però, dover ricorrere alla svantaggiosa soppressione di ½
dell’energia fornita al sistema.
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La soluzione a questo problema è data dalla
possibilità di generare il nodo di terra virtuale, tramite la ricombinazione di
due segnali radio-elettrici, identici ma in opposizione di fase tra di loro,
con l’impiego di un trasformatore balun(9) ad accoppiamento di flusso,
costruito su nucleo in ferrite di forma binoculare, con avvolgimento primario
bilanciato, dotato di presa centrale(11) per l’ottenimento di un nodo di terra
virtuale che funga come riferimento a potenziale zero per tutto il circuito ed
un avvolgimento secondario(13) con impedenza pari a 150 Ohm per l’adattamento
diretto al radiatore/captatore(1) di lunghezza pari ad ¼ d’onda. Il
trasformatore(9) ed il radiatore/captatore(1) sono le parti essenziali del
trovato e costituiscono un’antenna radio-ricetrasmittente monopolare da ¼
d’onda con terra virtuale ed ingresso bilanciato. Allo scopo di rendere tale
antenna compatibile con gli attuali standards vigenti in radiotecnica, è stato
necessario dotare l’antenna di un’ulteriore trasformatore
partitore-sfasatore(5) capace di effettuare l’adattamento tra la presa
d’antenna sbilanciata di tipo coassiale dei rice-trasmettitori convenzionali e
l’ingresso bilanciato del trasformatore d’antenna(9).
Il trasferimento energetico tra i due trasformatori è compiuto mediante
l’impiego di due linee di trasmissione
coassiali(7) di qualsiasi lunghezza, ma necessariamente identiche tra di
loro per mantenere inalterato lo sfasamento tra i segnali da esse condotti.
Sebbene fosse stato possibile adottare qualsiasi valore d’impedenza per il
circuito intermedio costituito dal primario del trasformatore(9), dalle
linee di trasmissione(7) e dal secondario
del trasformatore(5), per comodità, è stato adottato un valore d’impedenza
standard di 50 Ohm.
É stata, così, inventata un’antenna radio rice-trasmittente monopolare con
terra virtuale e relativo circuito di adattamento ad alta efficienza, che
permette di rice-trasmettere nello spazio, segnali radioelettrici di notevole
potenza per mezzo di un singolo elemento radiatore/captatore, di lunghezza
fisica pari ad ¼ d’onda, posto a qualsiasi livello dal suolo e con qualsiasi
inclinazione rispetto allo stesso, senza la necessità di un piano di terra, sia
esso naturale che artificiale o l’ausilio di un bilanciamento fisico e
soprattutto senza rilevanti perdite di segnale.
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