Lo svolgimento degli eventi oggetto
dell’interrogazione, pur se ancora suscettibile di chiarimenti, permette di
formulare, in risposta all’interrogazione, le seguenti osservazioni:
L’Ambasciata d’Italia a l’Aja
non era stata informata in anticipo della presenza di tale gruppo alla finale
dei campionati europei, né tanto meno aveva ricevuto richieste di assistenza
in vista di presunte difficoltà per l’accesso allo stadio. Da quanto si è
potuto accertare, soltanto al momento dell’arrivo allo stadio il gruppo si
è reso conto che, per ragioni di sicurezza, il personale addetto al servizio
d’ordine aveva ricevuto istruzioni di non consentire l’uso degli
ascensori, di cui pure lo stadio dispone in tutti i settori. Il personale di
servizio aveva quindi indirizzato i disabili e i loro accompagnatori verso
altre vie di accesso, dimostratesi disagevoli e faticose.
Ci rammarichiamo che in un Paese
civile e tradizionalmente attento alla cura dei disabili quale è l’Olanda,
i disabili italiani con i loro accompagnatori abbiano dovuto trovarsi in una
situazione di così grave disagio;
-
a seguito delle violenze subite dai
giornalisti e dagli operatori della RAI e del loro successivo fermo ad opera
degli addetti delle forze dell’ordine olandesi, l’Ambasciata d’Italia
a l’Aja si è attivata prontamente facendo intervenire il suo personale
presso il Commissariato di polizia;
-
preso contatto con il giudice
incaricato delle indagini, avviate sulla base di una denuncia della polizia,
l’Ambasciata ha ottenuto che il giudice ascoltasse quali testimoni dell’inchiesta
diverse persone e che fossero acquisiti, come documenti di prova, alcuni
filmati sugli incidenti.
In stretta collaborazione con la RAI,
dopo alcune ore e dietro formale assicurazione di collaborazione nel processo,
il nostro Ambasciatore, presente in loco, ha potuto ottenere che i fermati
fossero liberati;
-
la gravità del comportamento dei
servizi d’ordine e delle forze di polizia olandesi, documentata anche da
referti medici, ha formato oggetto di un passo italiano di protesta
attraverso l’Ambasciatore d’Italia a l’Aja. Tale passo è intervenuto
subito dopo gli incidenti;
-
nella giornata di lunedì l’Ambasciatore
dei Paesi Bassi a Roma è stato convocato alla Farnesina dal Segretario
Generale. In quell’occasione abbiamo nuovamente espresso lo sconcerto del
Governo italiano per gli inammissibili disagi ai quali erano stati
sottoposti i disabili e per le violenze esercitate dai tutori dell’ordine
olandesi nei confronti di giornalisti e operatori italiani, abbiamo altresì
manifestato sorpresa per il fatto che i componenti della troupe
giornalistica italiana siano stati trattenuti al Commissariato per oltre
otto ore, nonostante l’intervento dell’Ambasciatore d’Italia e del
Presidente della Rai che sono stati inoltre oggetto di un trattamento
irriguardoso da parte della Polizia olandese. Abbiamo inoltre rilevato la
scarsa disponibilità dimostrata dal Ministero degli Affari Esteri olandesi
che aveva rinviato al giorno successivo l’appuntamento richiesto con
urgenza dal nostro Ambasciatore al Segretario generale.
Abbiamo, in definitiva espresso la viva
attesa del Governo italiano per il rapido accertamento di tutte le
responsabilità per i comportamenti tenuti dalla Polizia di Rotterdam, che
configuravano una grave violazione della libertà di informazione oltre all’inammissibile
ricorso a metodi brutali. Abbiamo aggiunto che oltre all’esaustiva spiegazione
dell’accaduto, il Governo italiano si attendeva delle scuse ufficiali.
- sempre su mie istruzioni, l’Ambasciatore
d’Italia a L’Aja ha reiterato al Segretario Generale del Ministero degli
Affari Esteri olandese nel pomeriggio di lunedì la richiesta di scuse formali
per l’accaduto. Il Segretario Generale olandese ha preso atto della richiesta
di scuse formali e si è riservato di fornire una risposta su questo punto
quando l’inchiesta si sarà conclusa e la relativa documentazione sarà
disponibile. Egli ha espresso il più profondo rincrescimento del Ministro degli
Affari Esteri e dell’intero Governo olandese per l’accaduto;
- infine, il Presidente del Consiglio
dei Ministri ha avuto nel pomeriggio di ieri una conversazione telefonica con il
Primo Ministro olandese, cui ha sollecitato la manifestazione di una netta presa
di posizione del Governo dell’Aja sull’accaduto. Nella stessa serata di
ieri, nel corso di una trasmissione televisiva, il Primo Ministro Kok ha
annunciato l’apertura immediata di un’inchiesta e l’intenzione del suo
Governo di trarre dalle conclusioni di quest’ultima tutte le conseguenze che
dovessero discendere.